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Consolazione

/con-so-la-zió-ne/

sostantivo femminile

  1. 1.

    Consolatio in latino designa insieme l'atto del consolare, il fatto di essere consolati e la causa che suscita conforto. Il verbo da cui deriva, solari, è deponente: forma passiva e significato attivo, perché chi consola è già a sua volta toccato e trasformato dall'altro. Il prefisso con- rivela che consolare è sempre un agire insieme, mai unilaterale. La radice indoeuropea sōlh- evoca misericordia, propiziazione, preghiera: già nelle parole la consolazione tiene insieme il gesto umano e una tensione al divino.

  2. 2.

    Per noi consolazione non è anestesia del dolore né conforto sbrigativo: è restare finché l'altro respira di nuovo, chiamare per nome l'impotenza perché non abbia l'ultima parola, aspettare insieme l'alba anche quando tarda. È un'esperienza triadica: ci scopriamo, a turno, consolatori, consolanti e consolati. Nessuno consola senza essere stato, prima o dopo, consolato.

  3. 3.
    «Sia benedetto Dio, Padre di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni afflizione con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio.»
    Seconda lettera ai Corinzi, 1,3-4
  4. 4.

    Resta. Non scappare dall'altro che soffre: aspetta insieme a lui l'alba.

dVal

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Lemma firmato da don Valerio Chiovaro