Il progetto
Una lettera di don Valerio
Carissimi,
prima ancora di spiegarvi cos’è Parole sensate, mi viene da spiegarvi cosa significa “Attendiamoci”. Perché in quella parola, che è il nome con cui ci chiamiamo da quando questa avventura è cominciata, era il 2001, a Reggio Calabria, c’è già tutto il resto.
«E il Verbo si fece carne e si attendò in noi» (Gv 1,14). Quel verbo greco, eskènosen, che la traduzione letterale rende “pose la sua tenda”, è la radice da cui tutto è partito. Dio si è attendato fra gli uomini: ha smontato il cielo, ha piantato la sua tenda nel mezzo del nostro accampamento. Da allora, attendere e tendere sono lo stesso gesto. Attendiamoci è un imperativo doppio: attendere l’altro nei suoi tempi, nel suo cammino, nella sua chiamata; e tendersi verso di lui, non aspettarlo da fermi.
Questo, in fondo, è quello che abbiamo provato a fare per più di vent’anni con i giovani: tendere la tenda nei loro luoghi, attendere che facciano la loro parte, conoscere prima di giudicare, decidere prima di agire, agire prima di parlare. Lo stile sapienziale, ce l’ha insegnato la Bibbia: conoscere, decidere, agire. Tre verbi che vengono prima di ogni altro programma educativo.
Le parole non sono mai neutre
Lungo questi anni ci siamo accorti di una cosa semplice: i giovani vivono dentro un vocabolario. Le loro vite, le nostre, in fondo, sono fatte di parole. Famiglia. Talento. Eccellenza. Fede. Amicizia. Lavoro. Bambino. Festa. Misericordia. Sogno. Sono parole che usiamo tutti, ma che non significano la stessa cosa per tutti. E quando una parola perde il suo senso, perde il suo peso: diventa rumore, slogan, post sui social.
Noi crediamo che ogni parola, se la guardi bene, ha una radice. Un’etimologia che racconta una storia. Una citazione che la illumina. E una direzione, un’esortazione, che ti chiede qualcosa. Comunicare è bene quando la parola che diciamo, prima di uscire, ha attraversato tutti e quattro questi passaggi.
Per questo abbiamo cominciato, anni fa, a scrivere il Vocabolario Attendiamoci, Parole sensate. Settantotto lemmi, scelti uno a uno. Ognuno scritto da uno di noi (alcuni dei nostri amici hanno voluto aggiungersi: monsignor Pizzaballa, da Gerusalemme, ne ha firmati tre con noi). Ogni lemma in quattro tempi:
- Cosa dice il dizionario. La definizione, neutra, etimologicamente onesta.
- Cosa diciamo noi. La parola riletta nello stile di Attendiamoci, con le esperienze che abbiamo vissuto. È sempre la parte più lunga.
- Cosa dice la Scrittura, o un maestro. Una citazione che dà profondità al lemma.
- Cosa ti chiediamo di fare. Un’esortazione, una sola riga, un imperativo. La parola non resta dottrina: diventa compito.
Perché un sito
Il vocabolario è esistito per anni come libro stampato, come PDF, come bozze in word, passate di mano in mano fra noi. Ma molti dei giovani che incontriamo oggi non aprono i PDF, e nemmeno i libri. Vivono dentro uno schermo. Allora abbiamo pensato che, se le parole sensate sono per loro, dovevano andare dove sono loro.
Questo sito non è il vocabolario digitalizzato. È il vocabolario che si lascia interrogare. Cerchi una parola e te la prendi. Vai alla “A” come si va sull’indice di un dizionario di carta. Una parola del giorno ti chiama ogni mattina senza che tu glielo abbia chiesto. Se una parola ne tira un’altra (e succede spesso: Amore ti porta a Fratello, Cultura ti porta a Sapienza), la trovi al primo clic.
E poi: ogni parola può essere condivisa. Se una ti tocca, mandala a un amico. Mettila su Instagram. Stampala. Comunicare è bene.
Un invito
Non leggete tutto. Vi prego, non leggete tutto. Parole sensate non è un manuale da finire, è un dizionario da consultare. Aprite a una pagina. Quella che oggi vi chiama. Leggetela due volte. La prima per capirla, la seconda per lasciarvi interrogare dal punto quattro.
E se mentre leggete vi viene in mente una parola che non c’è, una parola che nella vostra vita ha un peso che noi non abbiamo ancora messo qui, scrivetecela. Ce lo trasformiamo in un nuovo lemma. Parole sensate è il vocabolario che ci stiamo facendo addosso, lentamente, da vent’anni. Aggiungere un lemma è sempre stato un atto fraterno: il vocabolario è in costruzione.
Vi aspettiamo, dunque, dentro queste pagine. Vi attendiamo. E ci tendiamo verso di voi.
Don Valerio
Reggio Calabria, Attendiamoci ODV ETS